
Noi sappiamo questo: l’assicurazione per la cessione del quinto dello stipendio o della pensione è obbligatoria. Non puoi pensare di procedere e ottenere il finanziamento senza polizza.
Polizza che può essere di due tipi: sul lavoro e sulla vita. Possiamo dire che è proprio un requisito essenziale: non c’è modo di procedere se prima non sottoscrivi un’assicurazione per proteggere entrambe le parti. Sia chi decide di concedere il finanziamento, sia chi lo chiede ed espone il proprio reddito.
Bisogna aggiungere anche che se l’assicurazione non concede il benestare e trova qualche elemento di frizione può impedire la concessione del prestito. Ecco perché è giusto approfondire questo punto e capire perché l’assicurazione per la cessione del quinto dello stipendio o della pensione è sempre obbligatoria.
A cosa serve l’assicurazione nelle cessioni?
Stiamo parlando di una vera e propria polizza assicurativa sulla mancata restituzione del denaro prestato e dei relativi interessi.
Nel momento in cui un privato chiede alla banca o alla finanziaria un finanziamento, chi eroga il denaro assume un rischio. Ovvero, quello di non avere il proprio capitale indietro, ed è un problema.
Problema che viene superato attivando una serie di strategie. Nel caso della cessione del quinto, anche i cattivi pagatori con segnalazione al CRIF possono ottenere il finanziamento.
Questo avviene perché la rata viene trattenuta direttamente dallo stipendio e non è soggetta alle volontà del singolo. Per far funzionare tutto questo, però, serve un’assicurazione sugli elementi chiave del meccanismo: lo stipendio e la vita stessa.
Chi mi obbliga a sottoscrivere la polizza?
La legge. Qualsiasi banca o finanziaria, nel momento in cui decidi di chiedere una cessione del quinto, deve proporre anche la polizza assicurativa. Il passaggio chiave viene definito dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 180 del 1950.
In questo testo si stabilisce che l’assicurazione è obbligatoria per tutelare l’istituto finanziario dal rischio di insolvenza.
La cessione del quinto può essere erogata anche a segnalati al CRIF come cattivi pagatori. Certo, è una comodità importante ma dipende dalla stabilità del posto di lavoro o della pensione. Quindi la banca deve tutelarsi nel caso in cui questa fonte utile per pagare le rate venga meno per situazioni differenti.
Quante assicurazioni devi sottoscrivere?
Per chi chiede una cessione del quinto della pensione, l’assicurazione necessaria è quella sulla vita. Chiaramente, più avanza l’età e maggiori sono i limiti che l’assicurazione può accettare dato che il rischio aumenta. Di solito, i prestiti vengono concessi fino a 85 anni (ultima rata), raramente si arriva a 90 anni.
Per chi chiede una cessione del quinto come dipendente, quindi prima dell’età pensionistica, le polizze sono due, spesso unite in un’unica soluzione: rischio impiego e sulla vita. Quest’ultima è obbligatoria per tutti, la prima solo per chi non è pensionato.
L’assicurazione sarà rapida nelle procedure di controllo e verifica quando il contratto di lavoro è solido: a tempo indeterminato, presso una grande azienda, meglio se con partecipazione statale o addirittura con la Pubblica Amministrazione.
Chi tutela l’assicurazione?
Tutti, non solo la banca. Ad esempio, nel caso della polizza su rischio vita l’assicurazione interviene pagando alla banca il capitale residuo. Quindi protegge l’istituto ma anche gli eredi, che si troverebbero a ereditare il debito residuo del finanziamento.
Nel caso del rischio impiego, però, la banca si interfaccia prima sul TFR (trattamento di fine rapporto) accumulato dal dipendente, che è vincolato a garanzia del prestito.
Poi interviene l’assicurazione. Che mantiene il diritto di rivalsa sul debitore. Questo significa che appena sarà possibile dovrà restituire il debito all’assicurazione.


